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Controllo statistico di processo: 4 segreti per farlo in azienda

25 Novembre 2024 Strumenti e Metodologie

A disposizione delle imprese esistono oggi numerose tecniche e metodologie per migliorare la qualità dei prodotti e l’efficienza dei processi. Tra queste si possono implementare interventi di Lean Six Sigma che si avvalgono di strumenti di analisi avanzati come il Controllo statistico di processo che, in buona sostanza, consiste nel misurare le caratteristiche di qualità di un prodotto, confrontarle con le specifiche di produzione o quelle desiderate dal cliente e intraprendere le azioni correttive necessarie affinché queste non si ripresentino più. 

Implementare una tecnica di SPC genera processi molto più controllabili grazie a una conoscenza profonda delle cause che portano alle irregolarità, dette più tecnicamente ‘deviazioni’. Vediamo tutto nel dettaglio! 

Cos’è il controllo statistico di processo 

Il Controllo Statistico di Processo (SPC) nasce dunque con l’obiettivo di controllare l’output di qualità durante il processo di produzione attraverso misurazioni in tempo reale. Anche l’SPC, come altre tecniche del Lean Six Sigma, si verticalizza sul miglioramento continuo utilizzando strumenti statistici per analizzare i dati, fare ipotesi sul comportamento del processo e prendere decisioni più informate. Come? 

Mediante la raccolta di dati statistici direttamente sul campo: una tattica molto efficace che permette all’azienda di analizzare e generare nuove informazioni di valore a partire dai dati grezzi. Questo approccio consente di convertire le risorse a disposizione nell’output desiderato. Per ottenere il livello di qualità atteso occorre appunto controllare e attuare (in base alle risultanze) alcuni interventi di miglioramento in linea con i requisiti richiesti.  

Va da sé, quindi, che, per giungere a un’analisi soddisfacente e avere in mano tutti gli elementi per valutare il processo, è necessario avere una raccolta di dati sufficientemente ampia a creare statistiche e giungere a conclusioni giustificate avanzando ipotesi sul comportamento del processo. 

Come fare controllo statistico di processo

Per capire come si comporta un dato processo occorre in primis misurarlo secondo un metodo statistico per riuscire a cogliere quelle cause di variazione comune in tutte le non conformità riscontrate, ossia è un po’ come trovare quella regola segreta che guida l’irregolarità. 

In questo modo è possibile escludere condizioni particolari e circoscritte di riduzione delle performance facendo diventare molto più prevedibile il processo. A sua volta questa capacità previsionale permette di quantificare in che misura sta pesando una deviazione standard nella qualità finale. Per arrivare a questo punto però si deve scomporre l’analisi in fasi: 

1 – Selezionare le variabili e i parametri:

Per iniziare a misurare l’efficienza produttiva tramite lo strumento SPC si devono prima scegliere le variabili: queste si dividono tra qualitative e quantitative.  

Se le prime descrivono caratteristiche che non possono essere misurate numericamente, come il colore, la presenza o meno di un difetto, la conformità a uno standard, le seconde indicano proprietà misurabili del prodotto finito o del processo in esame, come la lunghezza, il peso, la temperatura, il tempo del ciclo di produzione.  

Una volta selezionate le variabili, si passa alla definizione dei parametri da monitorare, come la media dei dati, la deviazione standard in relazione alla media, il range e la proporzione. 

2 – Utilizzare gli strumenti statistici appropriati:

Misurare implica per prima cosa la scelta dell’unità di misura corretta. Rimane però aperta una criticità: anche l’attività di misura può compromettere il processo stesso di misura. Ossia, non appena è misurato, il processo potrebbe essere alterato dal nostro intervento. Qualora, ad esempio, volessimo produrre uno spessimetro dobbiamo poter garantire con le misurazioni la ripetibilità e la riproducibilità del suo calibro.  

A questo scopo assolve il Gage R&R, uno strumento che nasce apposta per valutare la ripetibilità e la riproducibilità di un sistema di misurazione. Il metodo Gage R&R si utilizza per individuare la variazione di processo dovuta proprio a un errore nel sistema di misurazione. Per questo è fondamentale in questi casi l’analisi del sistema di misura (MSA), una tecnica di indagine per analizzare la variazione presente in ogni tipo di apparecchiatura di ispezione e prova.  

Altri strumenti tipici del SPC sono i grafici X Bar R, strumenti di controllo utilizzati per esaminare la stabilità del processo nel tempo. Questo metodo statistico si usa in modo diffuso in molti settori: è frequente nell’healtcare, ad esempio, per la misura della pressione sanguigna di un paziente nel tempo, o nei processi di analisi dei tempi di gestione delle chiamate dei clienti; in fabbrica si può applicare per misurare la lunghezza di un pezzo in un processo di produzione. 

Tutte le misure che tendono a deviare dallo standard rappresentano delle non conformità di produzione. 

Un altro grafico comunemente usato è la Run chart, strumento che fotografa l’andamento dei dati tracciati nel tempo. Grazie al suo impiego è possibile valutare le prestazioni del processo o i valori dei dati distribuiti secondo un ordine temporale. La visualizzazione dei dati nel tempo fornisce un’analisi più accurata rispetto alle statistiche finali di riepilogo. 

Altri strumenti ampiamente utilizzati sono: 

  • diagramma causa-effetto; 
  • istogramma di frequenza; 
  • analisi di possibili interdipendenze tra i processi; 
  • carte di Controllo; 
  • foglio di verifica; 
  • diagramma di Pareto; 
  • stratificazione. 

3 – Formare e coinvolgere il personale

L’applicazione di tutti questi strumenti perde il suo valore se il personale addetto al controllo delle variabilità non è sufficientemente formato. 

Il Controllo Statistico di Processo è un approccio completo e infallibile di analisi della ripetitività nel calcolo delle deviazioni standard, motivo per cui solo da una sua ferrea applicazione ne consegue una riduzione dello spreco.

Per raggiungere questo obiettivo è necessario il coinvolgimento di personale formato e specializzato nelle tecniche di misurazione statistica, in modo che sia possibile delegare il miglioramento continuo nelle mani dei dipendenti.

È cruciale dunque scegliere i metodi di formazione più appropriati alle esigenze di apprendimento, come la formazione teorica in aula, possibilmente accompagnata da sessioni formative sul posto di lavoro, utili per sviluppare competenze pratiche, rafforzare l’apprendimento o risolvere problemi reali.

4 – Monitoraggio e miglioramento continuo

Una volta formato il personale all’uso degli strumenti di analisi per individuare e studiare le non conformità è necessario monitorare i processi nel tempo in relazione ai valori limite stabiliti.  

Questi limiti si determinano a partire dai dati raccolti sul campo durante il monitoraggio e rappresentano l’intervallo cosiddetto ‘accettabile’. La fase di controllo in questo senso è fondamentale per intercettare qualsiasi elemento di distorsione al di fuori dello standard: solo così si individua una possibile non conformità. 

Il monitoraggio del controllo statistico dei processi è fondamentale nella ricerca del miglioramento continuo e della garanzia di qualità in qualsiasi settore industriale si voglia implementare un progetto Lean Six Sigma. Consente di identificare tempestivamente i problemi, adottare misure correttive e garantisce la conformità dei prodotti o dei servizi agli standard di qualità imposti dal mercato o dal cliente. 

Conclusione

Il Controllo Statistico di Processo è uno strumento potente per comprendere con chiarezza e puntualità dove e come intervenire sulle sacche di inefficienza per reingegnerizzare processi che si sono allontanati dagli obiettivi di business. Purtroppo, tutti i processi prima o poi, per loro natura tendono a muoversi verso uno stato di entropia. Spesso è necessario misurare questo progressivo ‘caos’ nel tempo per dar vita a un percorso verso il miglioramento continuo. 

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